Il controllo delle politiche inerenti la formazione e la qualificazione di lavoratori ed apprendisti costituisce una tematica di elevata criticità e di significativa complessità in tutte le Regioni Italiane.

Gli Assessorati di competenza si trovano ad affrontare una realtà di ampie problematiche tra loro interallacciate, che spaziano dall’identificazione e l’accreditamento degli Enti di Formazione, alla pubblicazione e al mantenimento della loro offerta formativa, al controllo della registrazione di lavoratori con contratto di “Apprendistato”, all’erogazione di formazione di qualità per lavoratori in mobilità o cassa-integrazione, al monitoraggio delle attività formative e dei risultati attraverso esse conseguiti, fino al controllo ed alla rendicontazione economica di ogni attività inerente, in osservanza alle normative previste dall’Unione Europea.

Per poter aver legittimo accesso a bandi di finanziamento dal Fondo Sociale Europeo (FSE) su progetti ed attività di formazione e qualificazione professionale, gli Enti di Formazione devono infatti poter essere regolarmente accreditati per i settori cui le loro attività formative si dedicano, nelle sedi in cui verranno condotte. Tale condizione di accreditamento va inoltre mantenuta nel tempo e tenuta costantemente aggiornata, in quanto eventualmente soggetta a revoca.

Una volta accreditati, gli Enti di Formazione devono avere la possibilità di rendere accessibile e consultabile la propria offerta formativa, pubblicare il catalogo dei corsi, la località di erogazione, i calendari e gli orari di lezione; sollecitando l’iscrizione di allievi, e procedendo infine all’avvio e al completamento del servizio.

Da un’altra prospettiva, il D.L. 276 del 10/09/1973 sancisce che le imprese che assumono personale con contratto di apprendista sono tenute ad iscrivere quel personale a corsi di formazione e qualificazione, offerti da strutture adeguatamente accreditate. Questi datori di lavoro si trovano quindi nella necessità di poter selezionare i corsi cui intendono iscrivere i propri apprendisti – a partire da cataloghi che indichino durata, contenuti e tempistiche – e di poter conseguentemente iscrivere il proprio personale, conducendolo al conseguimento della formazione richiesta.

In maniera concettualmente non dissimile, per poter usufruire del sussidio di Cassa Integrazione Guadagni (CIG), e a norma di Legge n. 2 del 28/01/2009, i lavoratori posti in mobilità o in cassa integrazione devono recarsi ad un Centro per l’Impiego e sottoscrivere un PAI (Piano Azione Individuale) con cui si impegnano ad iscriversi e frequentare una serie di corsi di formazione e riqualificazione personale. Anche in questo caso, i corsi devono essere erogati da strutture di formazione propriamente accreditate. L’erogazione del sussidio di CIG a beneficio del lavoratore è subordinato ad una confermata e verificabile frequenza dei corsi indicati nel suo PAI.

Infine, è requisito sostanziale dell’Amministrazione Regionale tenere traccia della disponibilità di fondi FSE destinati a finanziare i vari progetti (ed in particolare progetti di formazione) che privati cittadini o imprese si candidano a realizzare, gestendo le rendicontazioni delle spese sostenute, eventuali re-integri, restituzioni di anticipi non spesi, etc. Questa complessa gestione contabile deve fare riferimento, in maniera puntuale, agli effettivi progetti portati avanti o in corso d’opera.

La complessità delle problematiche descritte e la natura inerentemente integrata degli elementi informativi da trattare per gestirle ha guidato Schema31 nel realizzare una serie di moduli applicativi, tra loro altamente integrati,  in grado di supportare ed automatizzare le complesse esigenze tecniche, amministrative e contabili di una qualsiasi Regione italiana che vuole sviluppare una coerente politica di sviluppo.